• Likos, dalla terra al bicchiere

    Il Vulture, un territorio ai piedi del vulcano pieno di boschi, misterioso, altero e – permettetemi – dalle mille contraddizioni, come i contrasti di colori che è facile vedere sui nostri vigneti quando il sole è molto caldo. Il celeste intenso del cielo, il grigio arido dell’argilla, il verde della macchia mediterranea.
    La Basilicata, che molti chiamano anche Lucania perché secondo alcuni era definita la terra in cui sorge il sole è una contadina dalle mani livide bruciate dal sole, dal sorriso orgoglioso che sfida, ma sa accogliere con semplicità rude. La terra, le radici testarde, l’unione conquistata sono il segreto di una vera famiglia ed anche di un territorio.
    Da qui, prendendo a mani nude i sassi dei vigneti  (anche loro certe volte hanno il colore del vino) è nato Likos.
    Un sasso ai piedi del Vulcano, un pezzo di verde da salvare, un acino d’uva appena colto e che richiama anche foneticamente le antiche culture greche che hanno osato abitare ai piedi di un vulcano. Il Vulture è un territorio ribelle e difficile da addomesticare ma che «dona vini di grande qualità», come disse una volta mio padre.
    Un vino con un grande carattere, che quasi sembra, appunto, sfidare. Il profumo non può che essere intenso. Sicuramente un protagonista che trasuda classe e che si esprime, come tutti i protagonisti, nel tempo, senza deludere.
    Con la classe di Cary Grant, «è pugno di ferro in guanto di velluto», come lo ha definito Jancis Robinson.

  • La poesia della terra

    La vita come le vigne. Piena di frutti, radiosa e sorridente dopo la fatica ed il sudore.
    Vita sotto il sole cocente o nel freddo pungente quando il vento gelido paralizza le mani.
    Vigna Amica, compagna e confidente silente, nella solitudine o quando un altro ti accompagna per strada tra i filari.
    Ci sono attimi di vita fermi tra i tralci che mano umana non scatta.
    Ho scoperto che passeggiando tra le viti si diventa amici senza troppi giri di parole, perché il vento accarezza le tue mani che attraverso gli occhi parlano un linguaggio muto. Sono sapori e sapienze antiche, che riportano in luce gesti semplici da sempre ripetuti. Come quando un bimbo prende un acino dalla pianta e ne succhia il succo che è essenza della terra e della fatica.
    Un linguaggio che pochi ascoltano, quello di cui io vi vorrei parlare.

  • Il respiro delle radici tra i filari

    Ho capito, aumentandone la consapevolezza con il tempo, che solo con la pazienza si raccolgono i frutti del proprio lavoro e che il loro gusto è reso intenso grazie al rispetto dei tempi e delle stagioni.
    Ho capito che l’unione fa la forza e dona il sorriso, anche quando sembra di essere fragili come foglie.
    Ho capito che anche se cammini da solo ma hai tenacia credendoci fino in fondo, poi qualcun altro ti seguirà e quello che hai seminato nel silenzio, ma con gioia, diventa pane e poi vino da condividere.

  • Con il tacco nel vino. Shekar

    Prendersi i classici tre giorni di riposo sabbatico prima di mettere mano alla penna è proprio utile. Quindi sarà una prassi che utilizzerò spesso. Chissà.
    Mi ritrovo a riflettere “a ritroso” – davanti ad un bicchiere di Passito Shekàr – con atteggiamento tipicamente femminile e un po’ vulcanico sulla natura e lo scopo di questo blog, nato da una passeggiata sui vigneti e che una passeggiata “virtuale” sui vigneti vuole continuare ad essere, con la promessa di non essere mai banale.
    Chiacchierando immersi nella natura si eliminano gli orpelli e si impara che a volte rimangono impresse le emozioni prima delle parole. Emozioni legate ad un sorriso piuttosto che ad un discorso. Scrivere di emozioni non è semplice, perché le emozioni non si toccano.
    Quando la terra e le tradizioni sono un valore, nemmeno i valori si toccano.
    Voglio parlarvi di noi, della nostra piccola realtà aziendale in crescita, e farlo con l’essenzialità di una passeggiata in vigna e la semplicità dei sapori antichi che ognuno di noi si porta nel profondo del cuore.
    Per questo, amici miei, ad maiora!